L’accertamento tecnico preventivo nel codice del processo amministrativo: è ammissibile?

Con la sentenza del 29 marzo 2016, n. 3846, la Seconda Sezione del TAR del Lazio ha stabilito che <<l’esperibilità dell’accertamento tecnico preventivo nell’ambito del processo amministrativo – prima riconosciuta in via giurisprudenziale nel solco di una lettura costituzionalmente orientata delle disposizioni concernenti i mezzi probatori sperimentabili nel processo amministrativo, alla stregua dei principi del giusto processo, del diritto di difesa e di conservazione dei valori giuridici – trova espresso riconoscimento nell’art. 53, comma 5, del cpa, laddove espande espressamente l’esperibilità dei mezzi di prova nel processo amministrativo a tutti quelli previsti dal codice del processo civile con formula che esclude soltanto “…l’interrogatorio formale ed il giuramento…” >>.

Secondo il Tar Romano la ratio dell’accertamento tecnico preventivo, regolato dall’art. 696 c.p.c., è quella di ovviare al pericolo della dispersione della prova prima che la parte interessata attivi un giudizio di merito ovvero definisca con un accordo un procedimento contenzioso già iniziato. Ma presupposto essenziale di tale strumento di acquisizione della prova è la sussistenza di un’urgenza concreta di far verificare, ante causam, lo stato dei luoghi, ovvero la qualità o la condizione di una cosa, in chiara correlazione con un’esigenza di tipo cautelare che è resa evidente dall’incipit della norma, laddove utilizza la locuzione “Chi ha urgenza di far verificare…”.

Si è in presenza, dunque, di un mezzo processuale tipico del regime probatorio che è preordinato, attesa la sua valenza cautelare e conservativa, all’anticipazione del momento di acquisizione della prova e, quindi, è intimamente connesso a quel giudizio di merito nel quale, invece, in via ordinaria avrebbe dovuto trovare espletamento la prova stessa (Consiglio di Stato, Sez. IV, 27 ottobre 2011 n. 5769; TAR Lazio, Roma, 22 aprile 2013 n. 4005).

 

 

Il Parere del Consiglio di Stato sul nuovo codice degli appalti

La Commissione Speciale del Consiglio di Stato ha adottato in data 1 aprile 2016, il Parere n. 855 sullo schema di decreto legislativo recante il “Codice degli appalti pubblici e dei contratti di concessione”, ai sensi dell’art. 1 comma 3 L. 28 gennaio 2016 n. 11.

Si allega il testo del PARERE CdS su codice appalti

Pubblicato il Regolamento con le regole tecniche per l’attuazione del PAT

Con decreto del Presidente del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 40 del  16 febbraio 2016 è stato adottato il Regolamento recante le regole tecnico-operative per l’attuazione del processo amministrativo telematico.

La pubblicazione è del 21 marzo 2016 in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.67 e l’entrata in vigore del provvedimento è prevista per il 5 aprile 2016.

Per il testo integrale si veda : www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/03/21/16G00050/sg

Pubblicata la legge delega per la riforma degli appalti

Con Legge n. 11 del 28 gennaio 2016 sono state pubblicate le deleghe al Governo per l’attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonché per il riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture.

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2016-01-29&atto.codiceRedazionale=16G00013&elenco30giorni=true

Portata e funzione del soccorso istruttorio (sentenza 456/2016 del Tar Campania)

Il Tar Campania torna ad esprimersi sulla portata del soccorso istruttorio e questa volta lo fa con riferimento ad un caso di omessa dimostrazione della disponibilità di una sede operativa nel territorio del comune o di un comune limitrofo ove la lex specialis non contenga una espressa sanzione al riguardo.

Secondo la Seconda Sezione del Tar Campano «in presenza di una previsione della lex specialis non tassativa e, comunque, non presidiata da una espressa comminatoria di esclusione – tale è, invero, la prescrizione dell’art. 9 del bando laddove pretende la dimostrazione della disponibilità, già in fase di partecipazione alla gara, di una sede operativa nel territorio del comune o di un comune limitrofo –  il provvedimento espulsivo è indebito, in quanto viola il principio di tassatività delle cause di esclusione sancito dall’art. 46, comma 1-bis del DLgs 163/2006 (cfr, ex pluribus, CdS, III, 3.12.2015 n. 5479). Tale norma, come ha ricordato anche l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato nella decisione n. 9 del 25 febbraio 2014, è chiaramente volta a favorire la massima partecipazione alle gare attraverso il divieto di un aggravio del procedimento, e «mira a correggere quelle soluzioni, diffuse nella prassi (amministrativa e forense), che sfociavano in esclusioni anche per violazioni puramente formali».

Ma non basta.

Secondo il Tar campano, il soccorso istruttorio previsto dall’articolo 46, commi 1 e 1-ter del codice dei contratti pubblici «è attualmente un istituto di ampia portata che consente di sopperire, con l’integrazione, anche alla totale mancanza di un documento comprovante un requisito essenziale», pertanto, nelle gare pubbliche di appalto, «l’art. 46 del d. lgs. 163/2006, nel disporre che le amministrazioni invitano, se necessario, le ditte partecipanti a fornire chiarimenti ed ad integrare la carente documentazione presentata ha inteso codificare un ordinario modo di procedere volto a fare valere la sostanza sulla forma, orientando l’azione amministrativa sulla concreta verifica dei requisiti di partecipazione e della capacità tecnica ed economica, senza che, in assenza di regole tassative e di preclusioni imposte, l’esercizio di tale facoltà possa configurare una violazione della par condicio dei concorrenti rispetto ai quali, al contrario, assume rilievo l’effettività del possesso del requisito (cfr. CdS, IV, 25.5.2015 n. 2589)».

Quindi, prosegue giudice amministrativo territoriale, «dopo le recenti modifiche apportate dal d.l. 90/2014, l’esclusione dalla gara è prevista unicamente in caso di omessa produzione, entro il termine assegnato, della documentazione (riguardante anche fattori essenziali) riscontrata carente, ovvero nel caso di effettiva insussistenza dei requisiti richiesti dalla legge di gara (cfr. TAR Friuli Venezia Giulia, 23.12.2015 n. 571; Tar Lombardia Brescia, II, ord. 13.1.2016 n. 16)».

 

 

Fonte www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/wcm/idc/groups/public

/documents/document/mday/mty2/~edisp/rfhnxjipc7fth3trkmvdau5nri.html

Cambia la conferenza dei servizi?

Approvato in esame preliminare il riordino della disciplina in materia di conferenza dei servizi

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione Maria Anna Madia, ha approvato in data 20 gennaio 2016, in esame preliminare, un decreto legislativo recante norme per il riordino della disciplina in materia di conferenza dei servizi, in attuazione dell’articolo 2 della legge 7 agosto 2015, n. 124. Nello specifico si abbattono i tempi lunghi attivando la Conferenza semplificata, che non prevede riunioni fisiche ma solo l’invio di documenti per via telematica, e la Conferenza simultanea con riunione (anche telematica) che si svolge solo quando è strettamente necessaria. In entrambi i casi si considera acquisito l’assenso delle amministrazioni che non si sono espresse. Al massimo entro 5 mesi si avrà una risposta.

Fonte: Comunicato Stampa del Consiglio dei Ministri n. 101 del 21 gennaio 2016

In arrivo le nuove norme in materia di segnalazione certificata di inizio attività (SCIA)

Il Consiglio dei ministri, riunitosi mercoledì 20 gennaio 2016, ha approvato in esame preliminare le norme in materia di segnalazione certificata di inizio attività (SCIA).

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione Maria Anna Madia, ha approvato in data 20 gennaio 2016, in esame preliminare, un decreto legislativo recante attuazione della delega di cui all’articolo 5 della legge 7 agosto 2015, n. 124. Nello specifico si potrà presentare presso un unico ufficio, anche in via telematica, un unico modulo standard e valido in tutto il paese. La pubblica amministrazione destinataria della SCIA pubblicherà sul proprio sito istituzionale il modello unificato e standardizzato e indicherà l’ufficio unico al quale dovrà recarsi l’interessato. L’eventuale richiesta al cittadino di documenti ulteriori rispetto a quelli previsti sarà considerata inadempienza sanzionabile sotto il profilo disciplinare.

Fonte: Comunicato Stampa del Consiglio dei Ministri n. 101 del 21 gennaio 2016

Diritto di accesso alla relazione di sopralluogo della Polizia Municipale

Con la sentenza n. 99 del 21 gennaio 2016 il Tar Toscana ha ritenuto sussistere in capo al proprietario di un edificio residenziale il diritto di accedere alla relazione di sopralluogo effettuato dalla Polizia Municipale a seguito di un incendio verificatosi presso il medesimo edificio.

Secondo il giudice amministrativo toscano, infatti, l’accedente può prendere visione di tale relazione poiché essa costituisce atto inerente ad un processo amministrativo che ha direttamente inciso sulle sue situazioni giuridiche, sia personali che proprietarie, avendo subìto un sopralluogo nella sua abitazione da parte dell’Autorità amministrativa.

Il Tar ha precisato che al suddetto accesso non osta la circostanza che il Comune, successivamente, abbia comunicato all’Autorità Giudiziara una notizia di reato per violazione, da parte del medesimo proprietario, dell’ordine di non utilizzare l’edificio, in ragione dell’accertata relativa inagibilità.

Il punto sul recepimento delle nuove direttive sugli appalti pubblici e concessioni. Il Senato approva il ddl

L’Assemblea ha approvato in via definitiva il ddl n. 1678-B (Delega appalti pubblici) recante le deleghe al Governo per l’attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 febbraio 2014 sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti  e dei servizi postali, nonché per il riiordino dela disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture.

Il ddl, composto di un solo articolo, reca una delega al Governo per il recepimento delle tre direttive che riordinano la normativa europea in materia di appalti pubblici e concessioni.

E’ prevista la redazione di un nuovo codice degli appalti pubblici e delle concessioni e la conseguente abrogazione delle attuali disposizioni.

Tra i criteri della delega: la razionalizzazione del quadro normativo a fini di semplificazione dei procedimenti; la trasparenza e pubblicità delle procedure di gara; la riduzione degli oneri documentali a carico dei soggetti partecipanti; il contenimento dei tempi e la piena verificabilità dei flussi finanziari; la razionalizzazione ed estensione delle forme di partenariato pubblico privato; la revisione del sistema di qualificazione degli operatori economici; la razionalizzazione dei metodi di risoluzione delle controversie alternativi al rimedio giurisdizionale, anche in materia di esecuzione del contratto; il miglioramento delle condizioni di accesso, per le piccole e medie imprese e le imprese di nuova costituzione, al mercato degli appalti pubblici e delle concessioni; l’individuazione di modalità volte a garantire i livelli minimi di concorrenzialità, trasparenza e parità di trattamento; la trasparenza nella eventuale partecipazione dei portatori qualificati di interessi ai processi decisionali finalizzati alla programmazione e all’aggiudicazione di appalti pubblici e concessioni.