Bozza di decreto legislativo recante modifiche e integrazioni al Testo Unico Pubblico Impiego di cui al d. lgs. 165/2001

Si segnala la bozza di decreto legislativo recante le modifiche e le integrazioni al Testo Unico sul pubblico impiego di cui al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche

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In materia di legittimazione passiva delle USL soppresse e di risarcimento del danno per fatto illecito della P.A.

La Prima Sezione della Corte di Cassazione, con la sentenza 4403/2017, ha chiarito che la legittimazione passiva delle soppresse Unità Sanitarie Locali spetta, in via concorrente con le gestioni liquidatorie, alle Regioni. Tale principio presuppone, tuttavia, che si sia in presenza di un rapporto debitorio, già gravante sull’ente soppresso, da non far ricadere sulla gestione economica del successore.

Quanto al risarcimento dei danni da fatto illecito, deve ritenersi compresa nella domanda di risarcimento, anche in assenza di esplicita richiesta, la domanda di riconoscimento sia degli interessi compensativi, sia del danno da svalutazione monetaria.

In particolare la Suprema Corte ha ritenuto che nella domanda di risarcimento del danno per fatto illecito (quale è quello da irreversibile trasformazione di un’area da parte della pubblica amministrazione) è implicitamente inclusa la richiesta di riconoscimento sia degli interessi compensativi sia del danno da svalutazione monetaria, quali componenti indispensabili del risarcimento, tra loro concorrenti attesa la diversità delle rispettive funzioni, essendo i primi volti compensare il pregiudizio derivante al creditore dal ritardato conseguimento dell’equivalente pecuniario del bene e la seconda ad assicurare la reintegrazione patrimoniale del danneggiato. Sicché il giudice di merito deve attribuire gli uni e l’altro – e dunque adeguare la determinazione del danno al mutato valore del denaro nel momento in cui è emanata la pronuncia giudiziale finale – anche se non espressamente richiesti, pure in grado d’appello, senza per ciò solo incorrere in ultrapetizione.

Soccorso istruttorio per requisiti di partecipazione alla gara

Per il TAR partenopeo il disposto dell’art. 83, comma 9, d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50 non consente la modifica di un elemento afferente ad un requisito di partecipazione alla gara non posseduto dal concorrente entro il termine di scadenza dell’offerta.

Ha segnalato il TAR che il comma 9 dell’art. 83 del nuovo Codice dei contratti dispone che “le carenze di qualsiasi elemento formale della domanda possono essere sanate attraverso la procedura di soccorso istruttorio di cui al presente comma. In particolare, la mancanza, l’incompletezza e ogni altra irregolarità essenziale degli elementi e del documento di gara unico europeo di cui all’art. 85, con esclusione di quelle afferenti all’offerta tecnica ed economica”.

Nel caso sottoposto al TAR di Napoli il concorrente partecipante alla gara, indetta per l’affidamento del servizio di igiene urbana, a seguito della richiesta di integrazione della documentazione inerente all’impianto di trattamento dei rifiuti indicato nella domanda di partecipazione, ha prodotto le autorizzazioni di due nuovi impianti. Secondo il TAR , l’indicazione di due nuove piattaforme per il conferimento dei rifiuti, mai dichiarate né menzionate nella domanda di partecipazione, è idonea a incidere sugli elementi attinenti proprio all’offerta, con conseguente vanificazione del canone generale della parità di trattamento e dell’essenza stessa della procedura selettiva, il cui fondamento volontaristico, finalizzato alla conclusione del contratto posto a gara, rende le offerte immodificabili una volta presentate nei termini previsti dalla lex specialis (Cons. St., sez. V, 2 agosto 2016, n. 3481).