Può disporsi il pagamento della cauzione ex art. 93, d. lgs. n. 50 del 2016, anche nel silenzio del bando, per il concorrente che ha vinto la gara ma non ha stipulato il contratto (Cons.St., sez. III, 31 agosto 2016, n. 3755)

Per i Giudici di Palazzo Spada, ai sensi dell’art. 93 d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50 (nuovo Codice dei contratti pubblici), per la partecipazione alle gare pubbliche è obbligatoria la presentazione di «garanzie a prima richiesta», commisurate in percentuale fissa al prezzo di gara e aventi anch’esse una funzione di garanzia, che attribuiscono alla stazione appaltante una “tutela rafforzata”, cioè il potere di disporre l’escussione dell’importo previsto, per il caso in cui l’aggiudicatario non intenda stipulare il contratto; la stazione appaltante può chiedere al giudice di disporre la condanna dell’autore del fatto illecito, anche se il bando non prevede tali forme di tutela “rafforzata”. 

La Sentenza è poi interessante anche sotto il profilo del riconoscimento della giurisdizione esclusiva. Ed infatti i Giudici di Palazzo Spada affermano che per consolidata giurisprudenza amministrativa in sede di giurisdizione amministrativa esclusiva l’Amministrazione pubblica ben può agire con un ricorso, a tutela di un proprio diritto soggettivo (per tutte, Cons. Stato, Ad. Plen., 20 luglio 2012, n. 28; Sez. IV, 25 giugno 2010, n. 4107, sulla proponibilità dell’azione ex art. 2932 c.c.). Sul punto, viene poi richiamato anche un precedente della Corte Costituzionale nel quale si affermano  principi aventi un rilievo generale sui casi nei quali il ricorso al giudice amministrativo può essere proposto nei confronti di un soggetto privato (Corte Costituzionale n. 179/2016, § 3.1.).