Gara di appalto: soccorso istruttorio e dichiarazioni non veritiere

Con la sentenza 2106 del 19 maggio 2016 la V Sezione del Consiglio di Stato si è pronunziata in materia di soccorso istruttorio in un caso di dichiarazione non veritiera rilasciata da un concorrente alla gara.

Secondo la Quinta Sezione, in materia di soccorso istruttorio nelle gare di appalto, la portata dell’art. 39 comma 1 del D.L. 24 giugno 2014, n. 90, all’art. 38, d.lgs. 163/2006, è da intendersi nel senso che la volontà del legislatore è volta – nella fase del controllo delle dichiarazioni e, quindi, dell’ammissione alla gara delle offerte presentate – ad evitare esclusioni dalla procedura per mere carenze documentali, ivi compresa la mancanza assoluta delle dichiarazioni: questione ben diversa è invece la dichiarazione non veritiera, dovendo operare in tale ipotesi quanto disposto dall’art. 75 del d.P.R. n. 445/2000.

E’ quindi illegittima l’aggiudicazione di una gara di appalto ad una impresa che ha presentato, in sede di gara, una dichiarazione attestante di non trovarsi in alcuna delle situazioni costituenti cause di esclusione ai sensi di cui all’art. 38, 1 comma, lett. f) del d.lgs. 163/2006, “e specificatamente (…) che, secondo motivata valutazione della stazione appaltante, non ha commesso grave negligenza o malafede nell’esecuzione delle prestazioni affidate dalla stazione appaltante che bandisce la gara; di non aver commesso un errore grave nell’esercizio della propria attività professionale, accertato con qualsiasi mezzo di prova da parte della stazione appaltante (…)”, dichiarazione, questa, risultata poi falsa in relazione alla rilevata iscrizione nel casellario informatico di n. 2 risoluzioni contrattuali. In tal caso, infatti, essendosi in presenza non già di una mera carenza documentale, ma di una dichiarazione falsa, non può attivarsi il soccorso istruttorio, dovendo valere il disposto dell’art. 75 del d.P.R. n. 445/2000.