Il deposito in Cassazione di copia conforme della sentenza resa in un giudizio svoltosi in modalità telematica

Con la sentenza n. 26520/2017 la Corte di Cassazione ha affermato che, nonostante il giudizio di appello si sia svolto in modalità telematiche, in ossequio all’art. 369 c.p.c. è  onere del difensore del ricorrente produrre nel giudizio di cassazione (non ancora telematico) la copia analogica della sentenza impugnata munita dell’ attestazione di conformità all’originale digitale estratto dal fascicolo informatico.

Nel caso l’attestazione non possa essere rilasciata dalla cancelleria, il difensore può estrarre copia analogica della sentenza dall’originale digitale presente nel fascicolo informatico ed attestarne -con propria sottoscrizione autografa-  la conformità al predetto originale digitale, ai senti dell’art. 16-bis, comma 9-bis, del d.l. n. 179 del 2012.

In tal senso il Supremo Collegio ha enunciato il seguente principio di diritto:

“Fintanto che il processo civile telematico non sarà attivato anche presso la Corte di cassazione, ai fini dell’osservanza dell’art. 369 cod. proc. civ., il difensore del ricorrente, che ha l’onere di depositare la copia conforme all’originale del provvedimento impugnato, qualora non abbia disponibilità della copia con attestazione di conformità rilasciata dalla cancelleria, deve estrarre una copia analogica all’originale digitale presente nel fascicolo informatico e attestare con propria sottoscrizione autografa la conformità dell’una all’altro, ai sensi dell’art. 16-bis, comma 9-bis, del d.l. n. 179 del 2012, non soddisfacendo invece le condizioni di legge l’attestazione di conformità apposta direttamente sulla copia del provvedimento eventualmente notificato con modalità telematiche”.

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Il dies a quo per proporre il ricorso incidentale avverso l’ammissione di altro concorrente dalla gara

Con la sentenza 5182/2016 la III sezione del Consiglio di Stato ha stabilito che il termine per la proposizione del ricorso incidentale avverso l’ammissione di altro concorrente alla gara decorra dalla notifica del ricorso principale, come previsto dall’art. 42, comma 1, c.p.a.. Il Cds ha ritenuto che una tale decorrenza non comprometta il conseguimento dell’obiettivo essenziale avuto di mira dal Legislatore del rito superaccelerato fermo restando però che  “L’omessa impugnazione preclude la facoltà di far valere l’illegittimità derivata dei successivi atti delle procedure di affidamento, anche con ricorso incidentale”.

Evento sulle linee evolutive della giurisprudenza sul PCT e sul PAT

 

LUNEDI’  27 NOVEMBRE 2017

12,30 – 15,30

CORTE APPELLO DI ROMA – SALA UNITA’ D’ITALIA

Via Varisco 3/5

 

LE LINEE EVOLUTIVE DELLA GIURISPRUDENZA

SUL P.C.T. E SUL P.A.T.

 

Analisi delle principali pronunzie di legittimità e di merito in materia di formato degli atti, firma digitale, attestazioni di conformità notificazioni e comunicazioni a mezzo p.e.c. nel processo telematico civile ed amministrativo

Questioni pratiche ed applicative

L’ EVENTO  E’ GRATUITO

  1. 3 CREDITI FORMATIVI ORDINARI

La prenotazione va effettuata on line compilando il form al seguente LINK  laboratorioforense.it/prenotazioni/

RELATORI

 

Avv. Paolo VOLTAGGIO

Presidente di LABORATORIO FORENSE

 

Dott.ssa Enrica CIOCCA

Magistrato di riferimento per l’informatica civile del Tribunale di Rieti

 

Avv. Alessia FIORE
Foro di Roma

 

Avv. Guglielmo LOMANNO

Referente per l’informatica dell’Ordine degli Avvocati di Roma

 

L’ EVENTO E’ GRATUITO

Sono stati riconosciuti n. 3 (tre) crediti formativi  ORDINARI  dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma

La prenotazione va effettuata on line compilando il form al seguente link laboratorioforense.it/prenotazioni

 

 

La Commissione Speciale del CdS sulle “Linee Guida per l’affidamento dei servizi legali”

Il Consiglio di Stato, Comm. Speciale, ha reso il parere n. 2109 del 6 ottobre 2017 in ordine alla richiesta sollevata dall’ANAC sulle “Linee guida per l’affidamento dei servizi legali” adottate ai sensi dell’art. 213, comma 2, d.lgs. 18 aprile 2016 n. 50, a seguito di consultazione pubblica che si è svolta nel periodo intercorrente tra il 10 aprile 2017 e il 10 maggio 2017.

Con il suddetto parere, il Consiglio di Stato ha considerato che “(…) per espressa indicazione del codice dei contratti pubblici, i servizi legali di cui all’art. 17, comma 1, lett. d) sono esclusi dall’applicazione delle disposizioni del codice, anche in ragione di una rilevante – anche se non esclusiva – componente fiduciaria delle scelte, che pure deve essere tenuta in considerazione”.

Tuttavia, la Commissione speciale ha messo in evidenza l’esigenza di una verifica accurata della compatibilità di una regolazione particolarmente stringente e dettagliata con il c.d. divieto di gold plating (art. 1 l. 28 gennaio 2016 n. 11, di delega per l’attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014), cioè del divieto di introdurre livelli di regolazione superiori a quelli imposti dalle direttive europee da recepire.

Alla luce di tali considerazioni, il Consiglio di Stato ha optato per la sospensione del parere, riservandosi di esprimere quello definitivo, chiedendo all’ANAC di sollecitare l’intervento del CNF, del Ministero della Giustizia, del MIT e del Dipartimento per le politiche comunitarie della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Sulla Giurisdizione in materia di utilizzo delle graduatorie

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con l’Ordinanza n. 24878/2017  si espressa in favore della giurisdizione del Giudice Amministrativo nel caso in cui la pretesa giudiziale al riconoscimento del diritto all’assunzione sia consequenziale alla negazione degli effetti del provvedimento che
disponga di non coprire più (o di coprire diversamente) il posto resosi
vacante, anziché avvalersi dello scorrimento della graduatoria del
concorso anteriormente espletato. E ciò perché in tal caso si è in presenza ad una
contestazione che investe l’esercizio del potere dell’amministrazione,
cui corrisponde una situazione di interesse legittimo, tutelabile
innanzi al giudice amministrativo ai sensi dell’art. 63, comma quarto,
del d.P.R. n. 165 dei 2001 (v. le sentenze di queste S.U. n.
26272/16, n. 10404/13, n. 3170/11, n. 24185/09 e n. 16527/08).

Avvalimento infragruppo tra produzione e soccorso istruttorio

Il Tar Lazio – Roma con la recente sentenza del 19 luglio 2017*  si è espresso ancora una volta sulla necessità o meno di produrre il contratto di avvalimento nel caso di avvalimento infragruppo e sull’applicabilità o meno del soccorso istruttorio nel caso di omissione.

Il Collegio, nel ribadire la necessità di produzione in gara del contratto di avvalimento infragruppo, ritiene anche “in accordo con un significativo filone giurisprudenziale, che in linea di principio il contratto di avvalimento possa essere acquisito con la procedura del soccorso istruttorio rimane[ndo, ndr] fermo che lo stesso, in ogni caso, sia già stato sottoscritto alla data di presentazione dell’offerta (TAR Toscana, sez. I, 15 luglio 2016, n. 1197; TAR Umbria, 2 gennaio 2017, n. 19). L’onere della produzione di una copia del contratto idonea a dare certezza in ordine al decisivo requisito della data rimane naturalmente, secondo i principi generali, in capo alla parte ricorrente”